Alessandro Ferri - Giochi proibiti
Alessandro Ferri, nato a Manfredonia il 22 agosto 1985, comincia i suoi studi musicali con docenti privati e dopo la frequenza del corso decennale ottiene il diploma in chitarra classica presso il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari. Nello stesso tempo consegue la laurea specialistica in Scienze agrarie presso l’Università di Foggia.
sabato 3 aprile 2021
Alessandro Ferri - Giochi proibiti
lunedì 29 marzo 2021
Alessandro Ferri - Stanley Myers - Cavatina
Alessandro Ferri - Stanley Myers - Cavatina
Il brano venne registrato da John Christopher Williams che lo eseguì con la chitarra classica, ancor prima dell’uscita del film che lo rese famoso. Si tratta di una composizione originariamente scritta per pianoforte, ma riscritta per chitarra da Stanley Myers.
Il brano venne utilizzato come colonna sonora per il film “La ragazza con il bastone” nel 1970 e riproposta otto anni dopo nel film “Il cacciatore” nel 1978. Grazie al successo dovuto a questo film del ‘78, la versione strumentale del brano realizzata da Williams scalò le classifiche musicali inglesi, raggiungendo la Top 20.
sabato 8 settembre 2018
Ritrovamento dell’Amanita caesarea nel Gargano
giovedì 2 novembre 2017
Alessandro Ferri alla chitarra sotto la direzione del M° Nicola Catacchio
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| Alessandro Ferri con il Maestro Nicola Catacchio |
Nel corso degli anni Ferri ha conosciuto molti musicisti e ha frequentato vari masterclass con grandi nomi della chitarra classica: Aniello Desiderio, Roland Dyens, Lucio Matarazzo, Lorenzo Micheli, Luciano Pompilio, Giulio Tampalini.
lunedì 22 maggio 2017
Kyashan - La rinascita
venerdì 25 novembre 2016
Alessandro Ferri con colleghi di Pino Rucher
venerdì 16 settembre 2016
Victor Jara VIVE
Tra i sostenitori del presidente Salvador Allende vi era stato Victor Jara, poeta e cantautore, che con altri intellettuali cileni fu trascinato allo stadio di Santiago del Cile dopo il golpe. Il nome di Victor era da tempo scritto nei quaderni della muerte di Pinochet e, fra l’11 e il 16 settembre 1973, il celebre poeta visse la sua agonia. Il potere non vedeva l’ora, letteralmente, di fermare quelle mani e di spezzarle. I poteri dittatoriali, per la struttura interna che li genera e li motiva, odiano la bellezza e la creatività, odiano la vitalità. Bisognava impedire che il popolo avesse dei simboli cui ispirarsi, che sono impersonati da musicisti e intellettuali.
Victor Jara è tuttora presente nella memoria popolare e continua a militare nella resistenza, nonostante la sua morte. Egli continua a essere un simbolo di vita, di giustizia sociale e di libertà.








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